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domenica 5 giugno 2016

EPISODIO SPECIALE (1a PARTE) - COVER IMBARAZZANTI

In ogni blog di musica trash che si rispetti, DEVE esserci una parentesi dedicata al mondo delle traduzioni - fatte da interpreti italiani - di brani internazionali. Ovviamente la traduzione in sé è un'operazione assolutamente lecita: può essere un dignitoso omaggio ma anche uno strumento attraverso cui far interiorizzare agli italiani (un po' pigri) la musica d'oltralpe. Penso ad esempio a Pregherò di Celentano, che rievoca la Stand By Me di Ben E. King, o anche alla Mina di E' l'uomo per me, che coverizza He walks like a man, cantata in originale da Jody Miller, o ancora alla celebre A chi di Fausto Leali, nata da Hurt di Roy Hamilton. Recentemente De Gregori si è dedicato alla traduzione di alcuni brani di Bob Dylan; Mia Martini, da sempre fan dei Beatles, si lanciò in numerose traduzioni - alcune molto belle - dei loro pezzi, godendo in qualche caso anche della collaborazione di Franco Battiato; un'altra grande donna della musica, Caterina Caselli, si è sempre divertita a riproporre mitici brani della storia del rock mondiale. E potrei continuare a lungo: la musica italiana degli anni '50/'60/'70 ha spesso trafugato e riproposto con intelligenza ed entusiasmo dei brani stranieri, portando in Italia suggestioni Rock e Pop e contribuendo al miracolo del Beat e del Prog... ma bando alle ciance... non siamo mica qui per parlare di bella musica! Dicevo: non ho assolutamente nessun pregiudizio nei confronti delle traduzioni...ma qui ho raccolto per voi delle cose assolutamente raccapriccianti che potrebbero cambiarvi la vita per sempre. Ovviamente ce ne sarebbero tante da aggiungere alla lista, ma ho scelto di omettere le più conosciute e già abbastanza vituperate, come ad esempio l'approccio di Masini ai Metallica (l'iguana dei passi tuoi, il tuo inguine di viva orchidea dove annegano gli occhi miei e il tempo si ambigua - E chi se ne frega/Nothing else matters -), o quello di Vasco Rossi con i Radiohead o, ancora, Simone che prova a devastare (riuscendoci) i Guns n'Roses. Insomma, tra tante, ho scelto davvero il peggio: ecco la top ten.

10) LUCIANO LIGABUE - A CHE ORA è LA FINE DEL MONDO?

In decima posizione finisce il cantante della mia adolescenza: l'ho amato contro tutto e tutti quando cantava di Walter il Mago, gli ho giurato fedeltà eterna ai tempi di Quella che non sei o Baby è un mondo super...poi però ha copiato l'intro di Sweet Child o' Mine e ha tagliato i capelli. Nei primi anni '90 ci regala una cover di Is the end of the world dei R.E.M. Non si tratta di una cover pessima, infatti il testo rispetta l'atmosfera frenetica, cinica e apocalittica del brano originale...ma l'arrangiamento è a tratti imbarazzante!




FRASE CULT: I puttanieri ci diano dentro, che di là niente ciccia, niente.

9) GIANNI PETTENATI: COME UNA PIETRA CHE ROTOLA

Bob Dylan è stato spesso preso di mira dai nostri connazionali (da qui potrebbe derivare il termine dilaniato: fatto a brandelli). Se neppure il grande Luigi Tenco di La risposta è caduta nel vento riesce a rendergli giustizia, qui Gianni Pettenati (il tipo di bandiera gialla, per intenderci) esagera:



FRASE CULT: Come si sta/ a far la pietra che/ sta rotolando giù?

8) NICOLA DI BARI - DAMMI FUOCO

No, non è un'esortazione, né un consiglio...ma è il titolo dell'omaggio che Nicola di Bari fa ai The Doors... ricordatevi di questa canzone la prossima volta che leggete su facebook o sui diari degli adolescenti delle citazioni improbabili di Jim Morrison.



FRASE CULT: Dammi fuoco e brucerò/ dammi amore e ti amerò


7) LORENZO JOVANOTTI & LUCA CARBONI: O è NATALE TUTTI I GIORNI

Molti ragazzi della mia generazione hanno imparato a suonare la chitarra sulle note di More than words, bellissima ballad acustica degli Extreme. Era veramente difficile da rovinare, eppure due cantanti che io stimo molto, ci sono riusciti...trasformando una tenera dichiarazione d'amore in una Bologna innevata e natalizia.


FRASE CULT:  E intanto noi ci mangiamo i panettoni. Il giorno che è nato Cristo diventiamo più ciccioni.
(e se oltre al panettone, vi va un goccio di spumante, vi rimando all'Episodio 16 con la Gesù Crì di Nino d'Angelo, ndr).

6) WILMA DE ANGELIS - DIMMI DI SI

In pochi anni Lady Gaga ha sconvolto il panorama musicale con l'eccentrità e il gusto per la provocazione...tutte cose che, risaputamente, ha in comune con Wilma De Angelis (di cui io ricordo un programma di cucina). Questa sua esibizione sulle note di Bad Romance è stata - e a ragione - il fenomeno mediatico del 2011. Riviviamo insieme quei momenti magici:


FRASE CULT: Dimmi, dimmelo di si.

E questa è solo la prima metà della classifica...presto scaleremo le inquietanti vette. Eventuali segnalazioni, suggerimenti, commenti, insulti e bonifici sono ben accetti! To be continued.

lunedì 4 gennaio 2016

EPISODIO 16: GESU' CRI' - Nino D'Angelo

A Natale siamo tutti più buoni - Ricordatevene mentre leggete questo episodio, ndr - dunque la puntata che ho scelto per voi si sposa perfettamente con la calda atmosfera famigliare a base di pandoro e tombolate che si respira in questi giorni nelle case, ma è anche in linea (beata lei, ndr) con quegli ideali di Speranza e Umanità che accompagnano il Santo Natale e i buoni propositi per l'anno appena arrivato. Quando ho aperto questo blog mi ero ripromessa di non inserire brani in napoletano perché, mi sono detta, aprire le frontiere delle canzoni brutte ai Neo-melodici mi ricorda un po' la scena di Tre uomini e una gamba in cui Giovanni vince a braccio di ferro (scena epica, checché se ne dica), ma quando ho ascoltato Il Fragolone di Marco Marfè non potevo tirarmi indietro (Episodio 6) e anche stavolta non posso oppormi al destino.



Leggende metropolitane narrano che il caschetto d'oro fosse molto giovane quando decise di tradurre in lingua partenopea una canzone dei Beatles che amava tantissimo. (Che poi è anche una delle canzoni preferite da Amanda Knox....per la serie:coincidenze inquietanti!). Il testo non è presente in rete quindi mi affiderò al mio pessimo orecchio per la trascrizione e all'aiuto del buon Raffaele Avallone per la traduzione. Dunque fate scorta di fazzoletti e buon cuore e ascoltatela: 



Sta furnenn' u monn'  Sta finendo il mondo
e nisciunu po' fà nent' e nessuno può far niente
dacce tu na mano dacci tu una mano
Gesù Crì Gesù Cristo

Per quanto riguarda la prima frase mi sembra che la lingua napoletana (Patrimonio dell'Unesco, mica cotiche!) renda sinteticamente ma benissimo l'idea dei times of troubles della versione originale. A turbarmi semmai è la nota di rassegnazione (e nisciunu po' fà niente) che non ricordo nei Beatles ma che, a ben pensarci,si adatta benissimo al modus operandi di noi italiani. Quindi la accogliamo volentieri
Parraci d'a strat' Parlaci della strada
addu' a vita nunn'è chesta ccà dove la vita non è questa qua
Dacce n'atra luce Dacci un'altra luce
Gesù Crì Gesù Cristo
L'immagine della strada come metafora di un mondo malato e senza Dio è un patrimonio a cui hanno attinto scrittori e musicisti: dal mirabolante viaggio di Kerouac al Bob Dylan di Desolation Row, ma anche a molte canzoni di De Andrè ( Via del Campo, La Città vecchia). In barba a tutti quelli che hanno da sempre demonizzato (oltre al danno la beffa) questa cover, Nino d'Angelo ha avuto il merito di aggiungere questa sfaccettatura poetica a cui neanche Lennon aveva pensato.
Gesù Crì Gesù Crì       Gesù Cristo, Gesù Cristo
Gesù Crì Gesù Crì       Gesù Cristo, Gesù Cristo
Torna n'atra vota              Torna un'altra volta
Gesù Crì                     Gesù Cristo

Anche quello del ritorno è un topos fertile nella storia tradizione culturale: dal ritorno di Ulisse ad Itaca a quello di Edmond Dantes a Montecristo (Monte-Cristo: altra coincidenza sospetta!). Il ritorno spesso simboleggia un bisogno di Giustizia, una promessa di miglioramento. Purtroppo non sempre le promesse vengono mantenute (Il Marco della Pausini, ad esempio, non è mai tornato), ma il nostro Nino ci ricorda che dobbiamo continuare a sperare.

Dacc' n'ato sole          Dacci un altro sole
dint'o jorn' ca sta ppè venì         dentro il giorno che sta per venire
stappac' o spummant'            Stappaci lo spumante
Gesù Crì              Gesù Cristo



Qui abbiamo un'annosa questione da risolvere. Io mi rifiuto di credere che il nostro chieda davvero a Gesù di stappare una bottiglia. Cioè...ok che Cristo ha qualche precedente con il vino, ma quella del tappo di spumante che fa il botto non mi sembra un'immagine particolarmente biblica. Eppure gli affidabilissimi padiglioni auricolari dell'Avallone suggeriscono questa interpretazione. A voi tutti (partenopei o meno) chiederei di scrivere nei commenti qual è la vostra interpretazione...quindi ascoltate attentamente!

Salva sti criaturi           Salva questi bambini
a sti mamme         da queste mamme

stendime na mano        Stendimi una mano
e lassali accussì             e lasciali così

Gesù Crì                          Gesù Cristo
Anche in questa strofa c'è qualcosa di strano: perché Gesù dovrebbe salvare i bambini dalle mamme? Sarà una critica alle donne comuniste? sarà un vaticinio sulla Franzoni? Sarà la speranza di un bambino che voleva emanciparsi dai genitori? (ricordiamo che Nino era molto giovane ai tempi della traduzione...o almeno così si è giustificato negli anni per questa sua creazione). Forse queste domande resteranno senza risposta. O forse no...noi quel ritorno lo aspettiamo ancora!